Un mare di libri

24 Settembre 2009

Ci tuffiamo in libreria.

Ognuno ha il proprio settore,  Matteo va al reparto bimbi, dove ci sono anche i libri-gioco, Chiara va nel reparto ragazzi dove trova i fantasy, Donatella ha i proprio gusti letterari, ma poi si dirotta nei libri scolastici.

Io mi butto sulla letterattura, su tutti i generi: classici, moderni, contemporanei, storici, fantascienza, ma anche guide e manuali. Sguardo al titolo e all’autore e penso se questo libro non mi è nuovo. Navigo in mezzo agli scaffali e circondato da loro (i libri), li osservo e non li tocco. Le loro copertine sono lucenti o opache, ruvide o lisce, con figure strane, enigmatiche e disegni perlopiù astratti.  Stufo di navigare, passo alle immersioni. Incomincio con le recensioni, poi passo agli incipit per “assaggiare” un po’, raramente sfoglio a caso, ma qualche sbirciata la faccio. Ho fatto anche una curiosa scoperta: gli incipit dei libri di autori statunitensi hanno in comune la “neve” che è molto frequente, sia come sfondo, sia come elemento principale . Davvero!

Intanto il tempo, passa veloce, ma poi si ferma. Soffoco in mezzo a tutte quelle parole. Tante parole che raccontano storie,  mille storie, infinite storie! Mi assale la disperazione e mi chiedo come potrò, un giorno, riuscire a leggere tutto questo ben-di-dio.

Allora, per consolarmi, torno nella cuccia dei libri belli che ho letto, ma che – solo un po’ –  mi son dimenticato.

Ecco che faccio riemergere i ricordi di Lessico famigliare, apro la scena dell’arresto di Winston in “1984″ e rimango incredulo di fronte all’ultima pagina del “L’amico ritrovato”.

Buona immersione e non affogate, rimanete a galla! :-)

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La storia della mia vita

26 Agosto 2009

Senza valigia, ma con un sacco di juta, son partito dalla stazione di Patti diretto a Milano.

Alla stazione, erano venuti a salutarmi mia madre e i miei fratelli, non potevo più stare a casa con loro senza un lavoro, anche se in verità un lavoro come apprendista ce l’avevo, ma venivo ricompensato solo con un tozzo di pane.

Impiegai ben 36 ore di viaggio in treno, un giorno e mezzo, da Patti – piccolo paese della Sicilia, a Milano – la grande città del Nord.

Avevo solo 3.500 lire in tasca e il biglietto del treno di sola andata è costato 6.500 lire: si trattatava di un viaggio senza ritorno e non potevo più tornare a casa.

Ho dormito in terza classe,  le carozze avevano sedili di legno, ma quando si è giovani non esiste la fatica:  ”ti butti inta-a-terra e dommi”.

Avevo 17 anni ed era il 25 Agosto 1956, un sabato e quell’estate faceva caldo come queste ultime del riscaldamento globale.

Arrivato a Milano nella notte ho preso il tram per Sesto, il biglietto del tram costava 25 lire. Non sapevo che c’erano le fermate e quando arrivò il tram feci segno con la mano al macchinista per segnalare la mia presenza.

Il tram era vuoto e dal finestrino guardavo i semafori lampeggiare e i palazzi alti 30 piani.

Era la prima volta che guardavo Milano e una strana meraviglia mi prese dentro me.

(to be continued)

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Respira ancora!

30 Giugno 2009

Technorati ha confermato il calo deglii aggiornamenti dei blog.  Ci sono voci  di morte naturale dei blog.

Non è proprio così: c’è chi continua o ha ripreso a bloggare.

C’é chi (come me) ha abbandonato il proprio blog, per seguire Facebook.

Facebook presenta una facile via comunicazione: il flusso di messaggi degli amici che possono essere anche video, notizie, foto, sondaggi, giochi, ecc.

Com’è possibile che l’onda dei blog di qualche anno fa  sia già diventata preistoria?

Si può tornare indietro?


GianGugla

8 Maggio 2009

Regole: vai su Google e cerca la frase (non dimenticare le virgolette all’inizio e alla fine!).  

Non barare, e scrivi il tuo vero nome.

Usa la prima cosa che trovi abbia un senso e scrivila.

Esempio:  Scrivi “[tuo nome] ha bisogno di” nella barra di Google:

  • Gianluca ha bisogno di giocare.
  • Gianluca sembra sia toccata questa terza strada quando, coinvolto in un episodio che lui non ha ben chiarito, si è trovato in coma.
  • Gianluca vuole essere espulso.
  • Gianluca fa pace con Alberto.
  • Gianluca odia Windows Live.
  • Gianluca va squalificato.
  • Gianluca piace moltissimo: dà consistenza ad un nome che trovo molto banale, cioè Luca, e lo fa senza appesantirlo per nulla, anzi!
  • Gianluca Mangia è su Facebook. 
  • Gianluca indossa la tuta firmata. 
  • Nessun risultato trovato per Gianluca è stato arrestato per.

Ora la domanda sorge spontanea:  è possibile che non sono presenti dei “Gianluca” malavitosi su Google? :-)

 


Farò lo scrittore, farò lo scrittore, farò lo scrittore!

3 Maggio 2009

All‘esperta letteraria di Scrittura Informa ho chiesto se si può diventare scrittore anche quando si hanno basi letterarie piuttosto modeste.

Ho domandato anche se conosce scrittori di successo che hanno iniziato questa strada dopo i 40 anni (circa la mie età!).

Ecco la risposta ricevuta:

La scrittura non si compone solo di sintassi, proprietà linguistica etc.  C’è gente che ha proprietà linguistica da vendere pur senza aver fatto il liceo. Il punto è un altro: é questione di talenti, esperienze, spirito.  E non è manco questione di star lì a conteggiare il numero di giovani piuttosto che di 40enni che hanno “prodotto” qualcosa.  Nella scrittura vale prima l’anima dell’individuo – si può essere molto eruditi e non per questo essere in grado di scrivere avendo qualcosa di effettivo da dire …

Forse basta l’anima e io c’è l’ho, me la sento.

A volte, però, mi sembra di essere come Grisù: il piccolo draghetto che ripete tante volte “Farò il pompiere”, “Farò il pompiere” e  poi, morale della storia,  rimane il sogno chiuso nel cassetto.

Voi cosa ne pensate?

Avete anche voi sogni nel cassetto?

 


Agli angeli silenziosi

6 Aprile 2009

Mi aggrego a Irish Coffee.

Molte persone hanno lavorato e hanno rischiato, stanno lavorando e stanno rischiando, per aiutare le vittime del terremoto.

A queste persone,  diciamo grazie.

Grazie di cuore.

 


Guardando le stelle

4 Aprile 2009

“Guardando le stelle, sento che non dureranno a lungo.  

Ne ho viste alcune tra le più belle sciogliersi e colare giù dal cielo. E se può sciogliersi una, possono sciogliersi tutte; e se possono sciogliersi tutte, possono sciogliersi tutte nella stessa notte.

Tanto lo so, arriverà anche quel dispiacere.

Voglio stare ogni notte seduta a guardarle, stare sveglia finché ci riesco; voglio stamparmeli negli occhi quei campi scintillanti; così da riuscire a ricreare quelle miriadi di stelle con l’immaginazione e restituirle al cielo buio, man mano che mi saranno sottratte, e far sì che brillino, brillino ancora, fino raddoppiarne il numero attraverso il velo di lacrime che piangerò.”

tratto da “il diario di Eva” di Mark Twain

—-

Da ragazzo, un po’ di anni fa, m’incantavo a guardare le stelle. E a Milano, già allora, le occasioni erano poche.  Capitavano però sere dove la magnitudine era buona. Con chiarezza si riusciva a individuare costellazioni. Ci si sdraiava di schiena sul prato ad osservarle, non per troppo tempo, perché  il prato era umido.  ”Fantastica sera, avremmo almeno magnitudine quattro”.  ”Guarda! Si vede la costellazione del Cigno!”. “Io non la vedo, mi aiuti a capire dov’è?”. Tra gli amici, c’era chi era appassionato di astronomia così da chiedere come regalo di Natale un telescopio. Ora quelle visioni in città sono scomparse. L’inquinamento luminoso non ci permette più di ammirare le stelle.

 


Forza Matte’

26 Febbraio 2009

Ore 8.20. Ti accompagno a scuola. Il giubbottone che indossi ti fa diventare più tondo. Con serietà prendi la cartella che sposta il tuo baricento. Ti stacchi da me, svincoli altri mamma, papà, nonni con il loro figli o nipoti. Ti posizioni all’inizio delle scale: le scale che conducono al portone della scuola.  Sei pronto. Vuoi essere il primo ad entrare e, come te, tanti altri compagni sono pronti a partire. Attendiamo qualche minuto, ripassiamo la tabellina. Ti dico di fare il “bravo”, di ascoltare i maestri. Pare che non senti, sei concentrato. Ore 8.25: suona la campanella. Via! Parte la gara! Frastuono di voci di bambini. Tu sali, anzi corri. “Stai attento! Vai piano!”. Grido, ma non mi senti. Prima di varcare l’ingresso, ti volti e mi fai “ciao”. Pochi istanti per sentirsi felici.

Forza Matte’ …  come canta Jovanotti, tutto questo è per te.