Balugina

3 marzo 2014

Balugina la lampadina che di neon reclama poverina,

balugina la candela che acuisce il mio tormento,

balugina il primo raggio del sole che irrompe nel nuovo giorno,

balugina la lancetta argentea del mio orologio così giocondo,

balugina il paglierino di luce arancione come un semaforino,

balugina, forse, un piccolo squarcio di bellezza

nella la mia poesia, scritta un po’ di fretta! 🙂

Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di marzo 2014 è baluginare (al link maggiori informazioni).

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Luoghi dell’anima

11 ottobre 2011

Il luogo dell’anima è il cortile dove ad andare in bicicletta abbiamo imparato e nel giardino le buche abbiamo scavato.

Il luogo dell’anima è il sentiero di montagna dove il panorama abbiamo ammirato e i pensieri ci hanno accompagnato.

Il luogo dell’anima è la piazza dove le bancarelle abbiamo sbirciato e le campane della Chiesa abbiamo ascoltato.

Il luogo dell’anima è la casa dove abbiamo riposato, dove il tetto ci ha riparato e la minestra calda abbiamo assaporato.

Il luogo dell’anima è la strada dove con l’auto abbiamo sfrecciato e lunghe code ci hanno ritardato.

Il luogo dell’anima è il mare dove la sua brezza abbiamo respirato e le sue acque ci hanno rilassato.

Il luogo dell’anima è la scuola dove l’alfabeto abbiamo imparato, i banchi abbiamo sporcato e la maestra ci ha sgridato.

Il luogo dell’anima è anche questo blog dove interessanti conversazioni ho avuto e amici nuovi ho conosciuto. 🙂


La fine

11 aprile 2008
Ci sono canzoni  che mai ascolteremo
Ci sono montagne che mai scaleremo
Ci sono misteri  che mai conosceremo
Ci sono sentieri che mai percorreremo
Ci sono storie   che mai racconteremo
Ci sono libri    che m i leggeremo
Ci sono parole   che m i di emo
Ci sono p esi    che m i sc i er m
C    n    c tt   c   m       n r
C    n   d     s  c   m
C                c
C


No slow death for me

24 gennaio 2008

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

“Lentamente muore” è la poesia di recitata oggi al Senato da Clemente Mastella.

Il tono sincero, il ritmo a scatti, la voce quasi spezzata di Clemente mi hanno quasi commosso.

Però, nel suo intervento, qui il video, Clemente ha detto un inesattezza: la poesia non è di Pablo Neruda, ma è attribuita ad un apocrifa, o addirittura ad un bravo copywriter.

Ciò dimostra che anche i politici più in gamba, possono sbagliare.


Tutto si ribalta

26 ottobre 2007

Sciura Pina ci invita a leggere la poesia scritta da un promettente poeta.

Prima di votare, però, vorrei capire il messaggio nascosto della poesia. Io ci ho provato: ho letto e riletto senza riuscire a scovare indizi.

Per me resta un rompicapo!

Ecco allora le domande che non riesco a rispondere:

  • quale teorema viene dimostrato nella poesia?
  • a chi si rivolge il poeta?
  • chi fa irruzione?
  • cosa si allude per quantità “minime di vita” e “misure di aria”?
  • che cosa finisce e che cosa suona così bene?

Sebbene sia difficile, confido nella fantasia dei miei più fedeli lettori, che negli ultimi post mi hanno sempre dimostrato di avermi dato sempre una mano. 😉


Settembre

23 settembre 2007

E’ il mese più bello.

E’ il mese della scuola, dell’autunno.

Fa fresco la mattina e le giornate si accorciano: dolcemente e bruscamente.

L’aria sta ferma il giorno: l’estate si trattiene un angolino.

Le foglie cadono, non tutte: tante ancora sugli alberi.

Settembre è il mese dei ricordi.

Settembre è promessa di cambiamento.

Settembre è la rugiada,  l’erba che ti bagna le scarpe.

Settembre sono i tramonti: forti, roventi, rapidi.

Settembre non andare,

rimani ancora un po’,

oppure, come sempre, scompari piano piano …


Dove nasce?

28 gennaio 2007

Cerchi la gioia

attorno a te

nel mondo:

non sai

che nasce

solo

dal tuo cuore?

R. Tagore, Poesie, teatro, prose, UTET