In auto, alle sette

24 aprile 2012

mi saluta il semaforo giallo
e  sballottato dalle buche della strada
percorro la via costeggiata dal corteo dei capannoni.
Insieme a metà della gente sveglia a quest’ora
ascolto la radio che canta  “ailaviù”
e una dolce musica country colora la mia mente,
vallate sterminate dove american-native
felici cacciano i bisonti dei film.
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