I fili del corpo

28 gennaio 2008

Mentre stai seduto alla scrivania, alza il tuo piede destro e fai dei cerchi in senso orario.

Ora, mentre stai facendo questo, scrivi il numero sei nell’aria con la tua mano destra.

Vedrai che il tuo piede incomincerà a cambiare direzione e non ci sarà nulla da fare per evitarlo.

Affascinante!


No slow death for me

24 gennaio 2008

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

“Lentamente muore” è la poesia di recitata oggi al Senato da Clemente Mastella.

Il tono sincero, il ritmo a scatti, la voce quasi spezzata di Clemente mi hanno quasi commosso.

Però, nel suo intervento, qui il video, Clemente ha detto un inesattezza: la poesia non è di Pablo Neruda, ma è attribuita ad un apocrifa, o addirittura ad un bravo copywriter.

Ciò dimostra che anche i politici più in gamba, possono sbagliare.


Non stancarti mai di camminare

23 gennaio 2008

Pier risponde al post di Laura citando un brano del libro “Alice nel paese delle meraviglie“:

“Vorresti dirmi che strada devo prendere, per favore?”
“Dipende, in buona parte, da dove vuoi andare”
rispose saggiamente il Gatto.
“Dove, non mi importa molto”
disse Alice.
“Allora qualsiasi strada va bene”
disse il Gatto.
“… purché arrivi in qualche posto
aggiunse Alice per spiegarsi meglio.
“Per questo puoi stare tranquilla”
disse il Gatto. “Basta che non ti stanchi mai di camminare”.

Quando si è giovani non si sa bene:

  1. la strada da intraprendere
  2. la destinazione alla quale si vuole arrivare.

Il Gatto saggio dice: 1) la strada da intraprendere dipende da 2) la destinazione alla quale si vuole arrivare.

E poi, il Gatto saggio dice: se cammini senza stancarti alla fine una destinazione la troverai.

Ma se si cammina in circolo?

Non si arriva da nessuna parte e si ritorna alla fine nel punto di partenza.

Ecco perché, secondo me, non bisogna fidarsi dei gatti.

😉


Per chi non ha tempo

23 gennaio 2008

Sono tante le notizie che si stanno accavallando negli ultimi tempi: la contestazione del Papa alla Sapienza, la crisi politica, le vicende giudiziarie, la situazione drammatica dei rifiuti in Campania, …

Ecco che Pina si scusa, perché vorrebbe dare un commento, un parere ai propri lettori.

Ho pensato, allora, di aiutarla cercando le risposte presso alcuni miei vicini di blog:

  • la contestazione del Papa alla Sapienza: condivido quello che scrive Elisabetta: il primo passo è essere consapevoli che ognuno ha un proprio punto di vista per la costruzione di un dia-logo non sterile, ma arricchente per entrambi le parti. Il mio amico Gad evidenzia l’autogol mediatico del mondo laico. Oggi, però, nel blog del mio omonimo, scopro che un laico di eccellenza dice che il dialogo è possibile.
  • la crisi politica: Julo osserva che è possibile che ciò non accada , mentre Babilonia parla di accanimento terapeutico come divulgato dai media
  • vicende giudiziarie: Tasti è stufa di sentire che la corruzione è un problema siciliano e non italiano. Per Mastella invece Ale parla di abilità del politico nel saper tradurre i fatti a chi non ha i mezzi per verificarli.
  • rifiuti Campagna: Giacomo è colpito dell’egoismo dei suoi conterannei: sembra che la Lombardia con i suoi 11 termovalorizzatori non riuscirebbe a dare un aiuto alla Campagna che ne ha soli 2.

PS: Pina, al prossimo “award” posso sperare in una nomination?


      E’ uno scherzo …

      23 gennaio 2008

      … oppure il doppio cartello di segnalazione dalla via riportato qui sotto nella foto, si spiega perché:

      • serve a bilanciare meglio il palo
      • è avanzato un cartello e non si sapeva dove metterlo
      • siamo bilingui: a sinistra la versione in italiano, a destra la versione in … spagnolo
      • in passato la via dalla parte di sinistra (o destra) aveva un altro nome. Poi la via è diventata via Lucerna.
      • si vuole dare un senso di continuità
      • chissà che a qualcuno venga il dubbio che non sia Via Lucerna, meglio abbondare

      E tu?

      Che spiegazione daresti a questo doppio-cartello?


      Seconda Giornata Nazionale del B&B Italiano

      22 gennaio 2008

      In mille città e luoghi d’Italia, sabato 1 marzo 2008, si celebrerà la Giornata nazionale del B&B.

      Un’iniziativa che vedrà coinvolti migliaia di Bed and Breakfast, pronti a concedere la notte del 1 marzo gratis a quanti vorranno trascorrere un weekend all’insegna dell’ospitalità familiare.

      Mi consigliate un B&B sul quale appoggiarmi?

       


      La barzelletta

      16 gennaio 2008

      Racconto una barzelletta a mio figlio di 6 anni:

      << Ascolta Luisa, ti faccio una domanda di geografia. É più lungo il Po o il Mississippi? >>
      << il Mississippi! >>
      << Brava, e di quanto? >>
      << Nove lettere!>>

      Mio figlio, invece di ridere, rimane serio e incomincia a contare con le dita: “M, I, S, I, S, I, P, I … No papà, è sbagliato: io ho contato solo otto lettere!”.

      Purtroppo, in prima elementare, Matteo non ha imparato le doppie!

      😀