In auto, alle sette

24 aprile 2012

mi saluta il semaforo giallo
e  sballottato dalle buche della strada
percorro la via costeggiata dal corteo dei capannoni.
Insieme a metà della gente sveglia a quest’ora
ascolto la radio che canta  “ailaviù”
e una dolce musica country colora la mia mente,
vallate sterminate dove american-native
felici cacciano i bisonti dei film.
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No slow death for me

24 gennaio 2008

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

“Lentamente muore” è la poesia di recitata oggi al Senato da Clemente Mastella.

Il tono sincero, il ritmo a scatti, la voce quasi spezzata di Clemente mi hanno quasi commosso.

Però, nel suo intervento, qui il video, Clemente ha detto un inesattezza: la poesia non è di Pablo Neruda, ma è attribuita ad un apocrifa, o addirittura ad un bravo copywriter.

Ciò dimostra che anche i politici più in gamba, possono sbagliare.


Tutto si ribalta

26 ottobre 2007

Sciura Pina ci invita a leggere la poesia scritta da un promettente poeta.

Prima di votare, però, vorrei capire il messaggio nascosto della poesia. Io ci ho provato: ho letto e riletto senza riuscire a scovare indizi.

Per me resta un rompicapo!

Ecco allora le domande che non riesco a rispondere:

  • quale teorema viene dimostrato nella poesia?
  • a chi si rivolge il poeta?
  • chi fa irruzione?
  • cosa si allude per quantità “minime di vita” e “misure di aria”?
  • che cosa finisce e che cosa suona così bene?

Sebbene sia difficile, confido nella fantasia dei miei più fedeli lettori, che negli ultimi post mi hanno sempre dimostrato di avermi dato sempre una mano. 😉