Il mio povero blog

Pensandoci non meritava questa fine. Un blog lasciato alla deriva è una delle cose più amare e tristi che si possono trovare nella rete.

Un giorno, accedo qui per caso, nella mia vecchia casa: mi sono spaventato!  Irriconoscibile per le innumerevoli google ads, che, come  ragni e ragnatele infestavano tutta la mobilia del mio povero blog.

Tante volte ho pensato di continuare, ma ogni volta mi son fermato … e non capisco il perché.

Eppure piccoli segnali di vita ci sono, perché  ho ricevuto un commento di un vecchio post pubblicato tanto tempo fa. Si tratta di un concorso intitolato “Un romanzo in sei parole“. Una lettrice mi risponde con ben tre suoi bellissimi romanzi! Allora è tornata la nostalgia di quei tempi, quando non c’era Facebook che consentiva la condivisione di idee, foto, pensieri, aforismi, battute, storielle, canzoni, poesie, racconti, scherzi, commenti, recensioni, link, testi, stati d’animo, proteste, lettere, raccomandate e ricevute di ritorno.

Il post finisce qui, ma al lettore che passa voglio rimandare ai migliori “poveri blog”, che, con fatica, ho setacciato dai circa 30000 sparsi in tutta la blogosfera:

  • Per ranita, il blog è sempre vivo, perché non è vero che nessuno legge: ci sono sempre  …  io, me stesso, moi, ecc.
  • Per GDS75 occorre chiedere perdono alla peggior offesa che si possa fare a un blog: abbandonarlo.
  • Per AnSA, invece un blog trascurato é un blog fortunato.
  • Per StorieDiMe, il blog chiude perché finisce un pezzo di vita.
  • Per SoppravvivoSenzaMotivo, il blog viene tralasciato, perché si deve scolare la pasta.
  • Per Sandolo, invece, grazie al recupero della password, il blog può tornare a rivivere
Grazie a voi, tutti blogger: grazie di esitere.  🙂
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6 Responses to Il mio povero blog

  1. Ilias ha detto:

    un blog non è mai abbandonato: ha sempre un sacco di rss feed reader che lo ascoltano anche se in silenzio 🙂

  2. Gianluca Aiello ha detto:

    Un blog abbandonato è come una casa abbandonata in un quartiere di vicini che si chiedono: ma quando tornerà? Ma tornerà?
    Credo che tornare nel proprio blog, anche se di passaggio, è come tornare in quella casa di quartiere per sentire e salutare i propri vicini, anche se solo per una visita di passaggio.
    Grazie e a presto!

  3. tasti ha detto:

    Holà! Il peccato maggiore? Cancellare un blog! Dare un colpo di spugna a quello che sei stato, a quello che hai condiviso, sbattere la porta in faccia a chi ancora si ricorda di te.
    Meglio i blog abbandonati, una zattera, un pellegrinaggio,meglio la sorpresa di un incontrarci di nuovo qui.. ma non dovevamo vederci più? Con l’augurio di una buona vita ogni volta che ci si incontra di nuovo…
    😉

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