Linee gialle

Dopo aver percorso una serie di corridoi che danno l’idea di cosa fosse il labirinto di Minosse, finalmente consegno il mio foglio di prenotazione per una visita medica presso un ospedale.

Davanti a me, l’addetta all’accettazione prende il foglio di prenotazione ed esclama: “Vada oltre la linea gialla!”  e intanto il suo sguardo è rivolto su un registro dove sta annotando qualcosa.

Osservo che ci sono delle linee gialle tracciate sul pavimento; alcune linee si incrociano, altre formano un rettangolo.

Attendo qualche istante, perplesso, perché mi aspettavo delle indicazioni su cosa dovevo fare.

Poi domando, un po’ indispettito, all’addetta che è sempre impegnata sul suo registro: “Cosa intende *LEI* per andare oltre la linea gialla?”

L’addetta, con tono secco, risponde: – “Non stavo dicendo a lei!” –  e precisa – “Stavo dicendo alla signora che ha oltrepassato la linea gialla della privacy”.

Non mi ne ero accorto che c’era una signora vicino a me e,  neanche pensavo che l’addetta stesse richiamando la signora al posto mio,  pensavo che stesse parlando con me e non avevo neanche capito le funzioni di tutte quelle linee gialle sparse per il pavimento … ma come si fa a non aver capito, che stupido  …

L’addetta mi consegna un biglietto con un numerino e mi indica la sala d’attesa.

 

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6 Responses to Linee gialle

  1. Milena ha detto:

    Come mai non ci sono commenti a questo post???
    Fosforescenti dovrebbero farle per te!!!

  2. Gianluca ha detto:

    @Milena: me lo chiedo anch’io. Secondo me, devo farne di strada per raccontare bene le storie

  3. cinzia ha detto:

    Caro Gianluca , la tua storia non mi è nuova ..io lavoro in ospedale e spesso tante persone mi chiedono informzione su dove andare …cosa fare ..e quale riga colorata seguire..è tutto nella norma non ti preoccupare!
    La cnota dolente invece secondo me è un’altra.., siamo di nuovo davanti ad un episodio di ervosismo da stress dell’impiegata…che a quanto pare no esce dalla MEDIA!!!!

  4. Dona ha detto:

    Invece a me il tuo modo di raccontare ha fatto sorridere, un po’ meno il tono dell’ impiegata che come dice Cinzia talvolta puo’ dipendere dal nervosismo da stress. Lavoro anche io in ospedale e succede.
    Dona

  5. Gianluca ha detto:

    @Cinzia: grazie per aver confermato la normalità. Ho esagerato nella descrivere dell’impiegata, che non era affatto dura, anzi. ero io un po’ imbranato.

    @Dona: penso che lavorare in ospedale non sia facile. Chissà quanti episodi avreste da raccontare …

  6. cinzia ha detto:

    Dovremmo scrivere un libro….o forse due!!!!!!!!!!!

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