Evviva i laboratori di Nat

Ogni anno c’è un appuntamento che cerco di non perdere: i laboratori di Nat.

Nei laboratori di Nat (Nat sta per Natale Panaro) si fanno dei lavoretti con la carta, la colla, il sughero, gli stuzzicandenti, ecc.

I laboratori sono per bambini, ma anche gli adulti si possono divertire un po’.

Li seguo da 7 anni con mia figlia, ma sono presenti a Cinisello da ben più anni.

Ogni anno c’è un tema diverso, quest’anno è “giocattoli con le ruote”: macchine, treni, aeroplani, trattori e perfino una carrozza con i cavalli.

Il laboratorio si divide in due parti: la spiegazione e l’esecuzione.

In circa 20 minuti, Nat spiega tutti i passi necessari per costruire il giocattolo di carta: genitori e figli ascoltano attentamente tutti i passi necessari per arrivare al risultato finale.

Poi, Renate, la sua collaboratrice da il materiale necessario al genitore e al bambino. Insieme si costruisce il giocattolo di carta. Per fortuna ci sono anche dei pazienti e gentili assistenti che aiutano a ricordare.

Nel laboratorio s’imparano un sacco di cose.

Si scoprono i segreti per non far fatica, per non sbagliare, per far prima, per semplificare.

C’è anche la geometria, i retroscena, le risposte sui “perché”, il sapere di Nat che condivide con la gente.

Insomma … un laboratorio dove è garantito che s’impara qualcosa.

Grazie Nat.

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13 Responses to Evviva i laboratori di Nat

  1. babilonia ha detto:

    Eccezionale. Peccato che sia troppo lontano. bellissima idea

  2. Sciura Pina ha detto:

    Veramente una bella idea e poi è importantissimo che un papà condivida un’esperienza simile con la sua bambina: le stai creando un futuro di ricordi dolcissimi!
    un abbraccio

  3. pescefuordacqua ha detto:

    Splendida iniziativa …
    Quì a Palermo c’è la città dei ragazzi, un parco con dei laboratori a tema dove i bimbi si divertono a realizzare delle piccole opre d’arte. E’ bello condividere con loro questi momenti di espressione della loro creatività.

    Ciao
    Miky

  4. marical ha detto:

    Interessante! Peccato sia distante dalla mia città. Magari in futuro ci sarà qualche proposta nella capitale! Aspetterò… 😉

  5. m1979 ha detto:

    Una sorta di art attak?? Anche a me piacevano queste cose da piccolo…peccato che non esistevano!! 😦

  6. Tasti ha detto:

    Bello-bellissimo!
    clap clap a Nat e ai papà!
    brava anche tua figlia a portarti ai laboratori di Nat..
    🙂

  7. Andrea Opletal ha detto:

    bellissima iniziativa !!!!!!

  8. roselia ha detto:

    divertente ed educativo! bravi!

    OT: per i romanzi c’è sempre tempo! 😉

  9. erika ha detto:

    Mi piacerebbe che anche a Palermo esistessero realtà simili. Quelle presenti, come scriveva Miky, purtroppo, son organizzate alla meglio.
    Si impara molto di più da questi laboratori. Condividere del tempo con i propri figli. Imparare il loro linguaggio e tornare un pò bambini ache noi.
    Al giorno d’oggi non abbiamo più tempo per nulla. Anzi, rettifico, siamo così concentrati su noi stessi, che non sappiamo privarci di nulla per donare del tempo a chi ci è più caro.
    Ma la cosa più bella e che i bambini, assuefatti da i troppi videogame, riscoprono la manualità e il piacere di costruire con le proprie mani…
    Riscoprono la semplicità dei piccoli gesti e il valore delle cose.

    ciao

  10. desmondtutu ha detto:

    Che bello!!! Dovrebbero esserci più papà come te… disposti a divertirsi con i propri figli! Complimenti a te e a Nat vista l’iniziativa!!!!

  11. bangiu ha detto:

    Ciao Gianluca! Che bello quello che vivi e fai vivere da 7 anni a Chiara! Sei davvero un super papone! Ma non ne avevo mai dubitato! Complimenti!

  12. Gianluca Aiello ha detto:

    Già, mi aggrego agli altri commenti per i complimenti all’iniziativa e al fatto che voi ci partecipiate.
    Cercherò qualcosa del genere anche qui in zona, o magari organizzerò di persona con le persone che frequento.
    Sono già due primavere che organizziamo una domenica da passare in un parchetto di Garbagnate con genitori e bimbi a fare giochi vari non tradizionali e pensando al riciclo dei rifiuti. In questo ci aiuta una cooperativa “Ludobus” che ci fornisce i giochi in questione.

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