Una sorpresa

Non so perché, ma quando accompagno mio figlio all’asilo e viene il momento del saluto, lui mi ignora completamente.

Lo chiamo, lo richiamo, gli faccio cenni di saluto. Io ci tengo.

Ma niente.

Assorto nei pensieri, lui osserva i suoi compagni che si rincorrono, si scatenano, saltano e urlano.

La maestra lo richiama anche lui: “Dai Matteo, saluta papà!”.

A fatica, ricevo solo un ciao veloce, scappa via e insegue i suoi compagni nel gioco.

Io, come ogni mattina, ci rimango un po’ male. Ma fa niente.

Un giorno, non so perchè, mi ha chiesto di dargli un abbraccio.

Una sorpresa per me … una felice sorpresa … 🙂

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12 Responses to Una sorpresa

  1. Sciura Pina ha detto:

    La “sindrome da abbandono” qualche volta si manifesta con la simulata indifferenza: è il loro modo per dirci che gli mancheremo, ma che possono farcela…anche mio figlio, più di vent’anni fa, faceva così.
    ciao
    Sciura pina

  2. Biagio Raucci ha detto:

    idem anche per il mio piccolo diavoletto. Non ti dico quando poi lo passo a prendere per portarlo a casa: una tragedia.

  3. desmondtutu ha detto:

    Ci sono bambini che si comportano così quando cercano di farci capire che sono arrabbiati con noi perchè li “lasciamo”… altri che semplicemente amano stare all’asilo e fremono già mentre gli togli la giacca e lo zainetto… li vedi quasi scalpicciare come dei puledrini impazienti di buttarsi tra gli altri, perchè chissà quale avventura hanno lasciato in sospeso il giorno prima! Allora finisci di sistemare giacca e zainetto nel loro posto distinto dal contrassegno a coccinella o scoiattolino mentre il puledrino è già scappato, ti affacci al salone dei gochi per avere un saluto che il più delle volte è distratto… mai come lo volevi. Il tuo piccolino lo inserirei di più in questa seconda categoria, perchè dici che insegue i suoi compagni nel gioco. Allora devi essere felice anche se ti senti poco “coccolato”! E’ segno che sta bene e ha superato alla grande il distacco casa-asilo! Quanti pianti a volte per salutarsi al mattino invece, non sai che pena consolare dei pulcini intristiti, affacciati alla finestra fino a quando la macchina di papà non gira l’angolo e non si vede più!!! Coraggio, e aspetta la prossima sorpresa! 😀

  4. elrond ha detto:

    Ciao,
    ho un bimbo di due anni e mezzo che da due frequenta il nido. All’arrivo all’asilo a volte anche lui manifesta la sua tristezza e delusione per l’abbandono non degnandomi di alcuna attenzione. Altre volte invece cerca di trattenermi quanto più a lungo possibile con discorsi senza fine.
    Cerco di essere equilibrato. Mio figlio non deve essere uno strumento di conferme per me. Raccolgo il messaggio e mi dilungo in spiegazioni che lui ascolta attentissimo e che, credo, lo rasserenano.
    Ciao,
    elrond

  5. bangiu ha detto:

    Ciao Gianluca! Scusa se è da un po’ che non passo, sono stata presa dallo studio…
    Io bimbi non ne ho, però mi piace pensare che la richiesta di abbraccio di Matteo fosse una richiesta di sostegno per chissà quale sua nuova, piccola, grande avventura… Per la quale era ancora importantissimo e immancabile l’abbraccio di papà, come una piccola grande benedizione, un punto sicuro da cui partire per affrontare quell’ “esperienza”.
    E se devo dirla tutta, parlando da figlia (e qui si sono esperta! ;P) ancora adesso mi comporto così con mio papà… Ho cominciato a 11 anni, e non ho ancora superato questa fase… Ma gli voglio un bene dell’anima…
    Un salutone!

  6. pescefuordacqua ha detto:

    Sono gesti che riempiono il cuore ….. gesti che conosco molto bene ……
    Ho imparato tardi quanto siano importanti certi piccoli grandi gesti …. ma forse ho ancora il tempo di recuperare …..

    Ciao
    Miky
    PS mi sono accorto solo adesso che mi hai aggiunto ai tuoi link … se non ti dispiace ricambio la cortesia.

  7. Gianluca ha detto:

    @Pina: ho il sospetto che sia così, ma ripensando Matteo ha fatto sempre così da quand’era piccolo. Potevamo lasciarlo da solo e lui non cercava nessuno: ne mamma, ne papà.

    @Biagio: grazie, mi consola il fatto che non sono l’unico

    @Desmond: Matteo insegue i compagni, nel senso che fa quello che fanno loro: li copia. Altre volte, si ferma a giocare con le costruzioni e sicuramente, come dici tu, vuol continuare qualcosa lasciato il giorno prima. Mi consola il fatto che dici ha superato il distacco casa-asilo, anche se sta frequentano il III ciclo. Grazie per il prezioso commmento!

    @Elrond: grazi elrond, per i consigli. Purtroppo certe volte si pecca e i figli possono diventare strumento di conferma. Quindi sei un bravo “chiaccherone”? L’ho capito anche dal tuo blog. 😉

    @Bangiu: Per me è stata una grande sorpresa. A me bastava anche un semplice saluto “non strappato” come tutte le mattine. Tante grazie Giulia.

    @Miki: Il tempo c’è: uarda avanti, mai indietro! Non mi dispiace il cambio di cortesia. 😉

  8. erika ha detto:

    I bambini sono sempre un piacevole mistero…acuti e saggi come i gatti, oserei dire.

    ciao

  9. desmondtutu ha detto:

    Non credere che al III ciclo siano tutti navigati, a volte i bambini faticano così tanto ad accettare il distacco che ti sembra quasi di fargli un torto a perseverare nel tenerli lì… quindi è una grande soddisfazione vedere i pulcini crescere in modo costruttivo e affrontare il distacco così bene! Sai che proprio oggi al lavoro ho ripensato a quello che hai scritto? Perchè ho visto la stessa scena che hai descritto tu: una mamma ha fatto tornare indietro il suo bimbo per darle un bacio, lui era già in fondo al salone a giocare!!! Ho sorriso pensando a come sarà stata la tua espressione in quella circostanza!!!
    Buon week Gianlu, a te e tutta la tua famiglia!!! 😀

  10. roselia ha detto:

    il mio per tutto il primo anno di asilo (adesso ha 11 anni) piangeva come un pulcino e allora facevamo il rito del saluto..gli indicavo il giro delle lancette dell’orologio e quello che avrebbe fatto ad ogni ora; infine l’ora in cui sarei arrivata e si tranquillizzava. Io invece rimanevo magonata! 🙂

  11. daniela tuscano ha detto:

    Bellissimo racconto Gianluca… vorrei metterlo nel mio blog, e commentarlo…

  12. Gianluca ha detto:

    @Erika: sagge parole!

    @Desmond: anche mio figlio va subito a giocare. Ma quando lo chiamo, faccio fatica a farmi dare attenzione. Però anche stamattina ho avuto la “sorpresa”. La dinamica è stata diversa. L’ho salutato nel salone e come al solito pensava ad altro. Poi mi sono avviato via. Sono uscito dal salone. Ma nel corridoio che porta all’uscita, sento la maestra chiamare “Matteo, Matteo dova vai?”. Mi volto nel corridoio, vedo lui che mi rincorre. Mi vuole salutare e mi da un bacino. Un’altra cosa: anche a me capita spesso di pensare alle storie che leggo nei blog, quando sono off-line.

    @Roselia: si vede che le donne hanno più fantasia. Il trucco dell’orologio, magari con qualche adattamento, lo posso usare anch’io! 🙂

    @Daniela: no problem. Lo sai che per me sarebbe un onore. 🙂

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