Auguri tranquilli

Da Titti e Giovanni, ho compreso che uno dei regali più belli che riceviamo è la tranquillità.

Tratto dal blog di Titti:

Il simbolo cinese che indica il concetto di “tranquillità” ha le sue radici nell’antica predominanza maschile nella societa’ cinese. La parte inferiore che rappresenta la “donna” si trova al sicuro sotto al “tetto” della casa del suo uomo.

Essere tranquilli e’ trovarsi al sicuro protetti da coloro che ci vogliono bene.

Un augurio sincero di un meraviglioso 2007, anche e soprattutto a chi ha la pazienza di sopportarmi. 🙂

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11 Responses to Auguri tranquilli

  1. cinzia ha detto:

    Caro Gianluca buon 2007 e che la serenità sia con noi!!!!!

  2. Gianluca ha detto:

    @Cinzia: grazie e buon 2007 sereno e “tranquillo” anche a te. 🙂

  3. roselia ha detto:

    Buon Anno Gianluca…che la tranquillità sia con noi!!

  4. Beppone ha detto:

    Niente male fare la mia prima figura di cH del 2007 3 minuti dopo la pubblicazione del mio primo post 😦
    Scusa Gianluca.. e grazie della tua presenza… 🙂

  5. Gianluca ha detto:

    @Roselia: grazie

    @Beppone: quale figura di cH? Io ne faccio a Kg tutti i giorni! 🙂

  6. Max ha detto:

    E’ una vita che la cerco, ma la troverò mai sta tranquillità???

  7. Aleyakke ha detto:

    auguri originali, ci vorrebbe il controllo sulla tranquillità e la consapevolezza necessari contro il degrado psichico di chi ha in mano le sorti della nostra esistenza (direi ormai sopravvivenza!), pazienza, calma e gesso…
    Alex

  8. Gianluca ha detto:

    @Max: prova a cercare dei momenti dove ti sei sentito “protetto”

    @Alex: chi è che ha in mano le nostre sorti?

  9. daniela tuscano ha detto:

    Ancora una bella mattina. Accarezza con l’occhio limpido gli oggetti feriali che l’accolgono nuovamente con un abbraccio tiepido e sorridente, con una attesa lenta e materna. Il sole ingenuo e primordiale. Si conforta, piano, di quanto sia bello per lei star lì, nel silenzio amichevole e circonfuso, con l’uomo che ancora addormentato la tiene avvinta a sé.

    Ha le mani pensose e lavoratrici, mani di chi ha percorso un lungo viaggio, mani che vengono da lontano, mani che ricordano gesti antichi, riti scomparsi, un altro rifugio, una solarità agreste. La canzone del bucato. Una festa.

    La pace nel mondo è la pace degli splendidi corpi, delle vite riconciliate e ritrovate, rivissute, ripercorse, da quei primi sbagli alle incertezze all’angoscia alla speranza, alla presenza, al ricongiungersi fluido in un’alba marina che contiene in sé il grido delle rondini nell’arco di un occhio d’oro.

    (8 gennaio 2007)

  10. Gianluca ha detto:

    @Daniela: bellissima riflessione. Merita un post a parte

  11. daniela tuscano ha detto:

    Grazie, l’avevo messa sul blog e poi qui. Ti ho mandato un po’ di link di nuovi articoli… e ancora ne ho! 😀 Quando ci sentiamo? Un abbraccio.

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