Senza valigia, ma con un sacco di juta, son partito dalla stazione di Patti diretto a Milano.
Alla stazione, erano venuti a salutarmi mia madre e i miei fratelli. Non potevo più stare a casa con loro. Senza un lavoro, e portando a casa solo un tozzo di pane. Solo un tozzo di pane avevo per fare l’apprendista.
Impiegai 36 ore di viaggio in treno, un giorno e mezzo. Son partito da Patti, un piccolo paese della Sicilia ed arrivai a Milano, la grande città del Nord.
Avevo 3.500 lire in tasca e il biglietto del treno di sola andata è costato 6.500 lire. Con la differenza non potevo pagarmi il viaggio di ritorno: non potevo più tornare indietro.
Ho dormito in terza classe, le carozze avevano sedili di legno, ma quando si è giovani non esiste la fatica: ”ti butti inta-a-terra e dommi”.
Avevo 17 anni ed era il 25 Agosto 1956, un sabato e quell’estate faceva caldo come queste ultime estati del riscaldamento globale.
Arrivato a Milano nella notte ho preso il tram per Sesto, il biglietto del tram costava 25 lire. Non sapevo che c’erano le fermate e quando arrivò il tram feci segno con la mano al macchinista per segnalare la mia presenza.
Il tram era vuoto e dal finestrino guardavo i semafori lampeggiare e i palazzi alti 30 piani.
Era la prima volta che guardavo Milano e una strana meraviglia mi prese dentro me.
(to be continued)

Pubblicato da Gianluca 




