Tendiamo a uniformarci ai comportamenti degli altri, piuttosto che attirare attenzioni su noi stessi e rischiare.
Le nostre scelte di vita: trovare un lavoro, sposarci, fare figli sono tutte basate sul fatto che abbiamo bisogno di sicurezza.
Ma non è detto che la sicurezza sia in ogni occasione il mezzo giusto per essere felici.
La sicurezza è importante , ma … l’avventura, il dramma, la passione, il dolore, il mistero fanno anch’esse parte della nostra vita.











13 Agosto 2008 alle 7:50 pm |
d’altra parte la “sicurezza” come la intendi tu in questo post è qualcosa di istintivo, legato allo stato di natura.
La felicità è qualcosa di più: è un’invenzione umana legata ad altri aspetti dell’esistenza degli uomini che possono essere l’avventura, il dramma, la passione, il dolore, il mistero…
14 Agosto 2008 alle 11:27 pm |
bel post
17 Agosto 2008 alle 12:25 pm |
Voglio vivere nell’insicurezza assoluta!!!! Ciao ciao come va?
19 Agosto 2008 alle 11:27 am |
Ciao gianluca, sfiori temi complessi come la felicità, il bisogno di sicurezza ecc. La sicurezza deriva dalla naturale necessità di inquadrare le cose, di organizzare i rapporti fra le cose, sono appunto gli schemi che la nostra intelligenza categoriale ci pone per ragioni di adattamento; la felicità invece, in senso più generale, detto così sembra davvero un ideale astratto, ma in realtà è l’esigenza spesso soffocata del nostro essere noi stessi, voglio dire semplicemente che la natura ci ha creati, paradossalmente, come esseri cangianti e non rigidi, noi siamo un’entità in continua evoluzione. L’adattamento è necessario per la sopravvivenza, ma questa schematizzazione non deve essere eccessiva perchè rischia di soffocare la natura cangiante del nostro essere, le sovrastrutture rischiano di congelare ciò che invece è mobile.
Spero di essere più o meno stata chiara; conosco queste dinamiche perchè ci sto facendo la tesi di laurea a riguardo :-p
un saluto a tutti
25 Agosto 2008 alle 9:25 am |
Quanto lo sento ‘mio’ questo post…
Sicurezza, quando la vorrei!