Sciura Pina ci invita a leggere la poesia scritta da un promettente poeta.
Prima di votare, però, vorrei capire il messaggio nascosto della poesia. Io ci ho provato: ho letto e riletto senza riuscire a scovare indizi.
Per me resta un rompicapo!
Ecco allora le domande che non riesco a rispondere:
- quale teorema viene dimostrato nella poesia?
- a chi si rivolge il poeta?
- chi fa irruzione?
- cosa si allude per quantità “minime di vita” e “misure di aria”?
- che cosa finisce e che cosa suona così bene?
Sebbene sia difficile, confido nella fantasia dei miei più fedeli lettori, che negli ultimi post mi hanno sempre dimostrato di avermi dato sempre una mano.











26 Ottobre 2007 alle 10:31 pm |
Grazie per aver segnalato la poesia del mio collega….per quanto riguarda i chiarimenti io, che lo conosco, credo di avere qualche risposta, ma potrei metterti direttamente in contatto con l’autore.
27 Ottobre 2007 alle 6:27 pm |
Grazie a te Pina!
Però non vale se l’autore svela il segreto della poesia: è più bello se lo scopriamo noi!
30 Ottobre 2007 alle 4:04 pm |
Sarà la quindicesima volta che la rileggo, eppure non ci cavo assolutamente un ragno dal buco.
Forse è semplicemente un argomento troppo trasfigurato dalle parole per poter essere compreso senza l’aiuto dell’autore.
PS probabilmente. quando dice:
si riferisce ad un radunare con uno strumento effimero (l’amore?) gli sprazzi isolati di vitalità di una persona che resiste (e persiste), fino a riportarla a una compiuta costituzione.
In parole povere: boh?!?!?
30 Ottobre 2007 alle 6:37 pm |
@Nuvolepensierose: condivido la tua chiave di lettura, anch’io penso ad una realta’ positiva celata nelle parole del poeta. Si sara’ innamorato?
31 Ottobre 2007 alle 10:44 pm |
Il teorema dimostrato (citato) è proprio che “tutto si ribalta”. Ho l’impressione che racconti di una caduta sul bagnato.
31 Ottobre 2007 alle 11:05 pm |
Massì, dai. Secondo me è caduto. Provo a commentarla. “Tutto si ribalta” è il teorema che viene dimostrato dal fatto che anche lui è caduto. Quando cadi imprechi (si svuota del suo buon costume). Stava per scivolare, e forse avrebbe evitato la caduta (”nel punto impreciso in cui resistevo” mi piace l’impreciso riferito all’essere in bilico tra il cadere e il rimanere in piedi), ma qualcuno si è scontrato proprio in quel momento con lui (”hai fatto irruzione spingendo”). Questo qualcuni ha cercato di afferrarlo prima che cadesse del tutto (”raccogliendo con una misura di aria le quantità minime di vita” mi dà l’idea di una mano (”una misura d’aria”) che inutilmente cerca di afferrare qualcosa del cadente, ma non afferra nulla se non la scia della caduta). Mentre cade, inerme nel senso che non può impedire la caduta, dice (deflagrando) qualche parola che prima stava solo pensando, magari la solita imprecazione … Ecco che si ritrova a terra, magari a muso in giù ad odorare la terra bagnata. Il detrito è forse un sasso che gli ha fatto perdere inizialmente l’equilibrio.
Che ne dici, Gianluca?
1 Novembre 2007 alle 1:10 pm |
@Papà Volontario: sei un genio! Chissà se l’autore potrà confermare …
1 Novembre 2007 alle 8:51 pm |
Grazie di essere passato a trovarmi
2 Novembre 2007 alle 4:53 pm |
Ciao Gianluca, grazie del complimento… ad ogni modo… credo anch’io che l’autore possa riferirsi ad un capitombolo…
4 Novembre 2007 alle 4:06 pm |
cari lettori, grazie per i vostri commenti sulla mia poesia che potete leggere
sul sito del concorso http://www.premiolaurentum.it .
Per invitarvi a votare posso dirvi che alcune delle “spiegazioni” che avete cercato al mio testo sono corrette; il testo in effetti è velato, ma non posso parafrasarlo troppo apertamente, almeno fino alla fine del concorso.
La poesia sta vivendo il momento creativo del lettore (voi) che ri-impasta materiale
vissuto. Non è giusto che io intervenga.
Grazie ad Aiello Gianluca per lo spazio sul suo blog.
G
12 Novembre 2007 alle 11:47 am |
ehi, è una poesia, mica si deve capire per forza tutto
(per fortuna, direi)